Alviano nei documenti medievali è noto come "Albianum",
toponimo che indica possesso, fondo agricolo di una "gens".
Nel caso
specifico si tratta di un toponimo prediale che ricorda il "praedium" della "gens
albia" che qui aveva
un possedimento con villa campestre.
Si ritiene che il primo insediamento della villa albiana o praedium albianum
debba essere ricercato sulla collina tra Lugnano in Teverina ed Alviano,
dove è ancora
presente il toponimo "La Villa".
Continuando il nostro rapido volo storico su Alviano, ricordiamo che, verso
la fine del X secolo, i Longobardi e poi i "Comites", giunti dalla
Germania al seguito dell'Imperatore Ottone III iniziarono a stanziarsi
lungo la Via Tiberina, restando, successivamente, legati al Baronaggio locale,
come
gli Alviano, gli Orsini, i Colonna, i Caetani.
Gli Alviano ottennero il
titolo di "Nobili Orvietani" e con Orvieto divisero le aterne vicende,
alleanze e lotte con la città di Todi, Amelia e con tutti i Castelli
della Tiberina.
Agli inizi del XIII secolo, appaiono ufficialmente tra i "Domicelli" di
Orvieto.
Spoleto, con la forte espansione dei suo ducato, non lascia spazio al altri
feudatari che, per salvaguardare l'autonomia dei loro feudi, preferiscono
avere contatti con Orvieto e Todi, anziché con il Ducato di Spoleto.
Il 13 Novembre del 1290, gli Alviano partecipano con tutta la nobiltà orvietana alla benedizione e alla posa della prima pietra del Duomo di Orvieto e concorrono alla realizzazione della fabbrica con copiose offerte.
Nel 1300, Offreduccio e Giannotto di Alviano, con il concorso di Ugolino,
fanno atto di sottomissione ad Orvieto, per avere protezione contro Todi
sui loro beni di Alviano, Guardea e Giove.
Nel 1301, il Nobile Ugolinuccio
di
Alviano è eletto Podestà di Orvieto.
Questo centro dell'Amerino raggiunse il massimo dello splendore ai tempi di Bartolomeo di Alviano, che tra il '400 e il '500 fu conosciuto in tutta Europa sia per le sue imprese di guerra, come capitano di ventura, sia per i rapporti con le più potenti famiglie dell'epoca.
È a Bartolomeo che si deve la ricostruzione e l'ampliamento dell'antica fortificazione costruita intorno all'anno 1000 dal Conte Offredo.
Nel 1654 la rocca venne acquistata da Donna Olimpia Maidalchini-Pamphili cognata di Innocenzo X per 265.000 scudi.
Donna Olimpia è rimasta nell'immaginario popolare per le leggende
legate ai suoi costumi licenziosi.